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mercoledì 22 novembre 2017

Le premesse del Novecento. Antoni Gaudì. Le committenze di Eusebio Güell. La Sagrada Familia

Le premesse del Novecento

Antoni Gaudì


Antoni Gaudì


Le istanze dell'architettura Art Nouveau trovarono un geniale innovatore nel catalano Antoni Gaudì (Reus, Catalogna 1852 - Barcellona 1926).
Barcellona godeva a quel tempo di una discreta prosperità economica e in Catalogna conviveva un primo sviluppo industriale con un'antica tradizione artigianale. Ciò rese possibile le grandi opere di Gaudì, egli stesso figlio di un artigiano e avviatosi verso l'architettura in età precocissima.

Le committenze di Eusebio Güell






Casa Batllò. 1905-1907. Barcellona Spagna



Casa Milà. 1905-19010. Barcellona. Spagna 






Parco Güell 1900-1914. Barcellona. Spagna












La sua fortuna iniziò con l'interesse di Eusebio Güell, un ricchissimo magnate che sognava di farsi costruire un palazzo visionario. Gaudì poté cogliere la lezione dello spirito preraffaellita e gli ultimi echi del Romanticismo: anche di qui venne la sua venerazione per le antichità gotiche, per la natura come fonte di ispirazione degli elementi strutturali oltre che decorativi, per il valore dell'artigianato e per i temi connessi all'evoluzione dello spirito. 
Casa Vicens a Barcellona (1878) fu ispirata a uno stile moresco fuori da ogni regola del momento. 
A soli 31 anni ricevette la commissione per la costruzione della cattedrale Sagrada Familia di Barcellona, destinata a rimanere incompiuta. 
Due anni dopo gli fu affidata da Güell la costruzione del suo palazzo (Palau Güell, Barcellona 1885-1889), in cui iniziarono a prendere corpo i suoi proverbiali esperimenti culturali: comaprvero in particolare gli archi parabolici, ricordo dell'arco ogivale medievale e neogotico, ma anche sistema per disporre in modo più avanzato i pesi, retti all'interno e sviluppati all'esterno dagli archi medesimi. 
Casa Batllò (Barcellona 1905-1907), un immenso edificio all'angolo tra due strade in cui gli elementi decorativi si integrano alla struttura: la pelle del palazo risulta muoversi come quella di un essere vivente, con effetti che ricordano le venature dei vegetali, ma anche muscoli e ossa. La facciata è coperta con mosaici policromi e il tetto ricorda la schiena di un armadillo.
Casa Milà detta la Pedrera (Barcellona, 1905-1910), la cui facciata segue una successione di linee serpentinate che mettono in evidenza i solai di separazione di ogni piano. Le finestre sembrano bocche di caverne e le inferriate dei balconi rielaborano motivi naturalistici, il materiale stesso; trattato in modo da mettere in evidenza la porosità della pietra, pare scavato da intemperie naturali più che da attenti artigiani. La serpentina si spinge fino al tetto, sostenuto da archi paraboloidi di differenti altezze: ottenuti con i mattoni disposti dalla parte più stretta, questi archi raggiungono la massima forza portante con il minimo dello spessore. 
La tecnica costruttiva di Gaudì prescinde dalla razionalità e dall'economia delle norme edilizie: ciò ha spinto G.C. Argan a definire Gaudì un "reazionario" e molti altri a vedervi un mistico decadente. La riabilitazione della decorazione, delle linee curve e dell'architettura scultorea, che ha caratterizzato gli ultimi vent'anni del Novecento, consente di rivedere questo severo giudizio. 
Nella lenta esecuzione del parco Güell (Barcellona 1900-1914), tempio del gioco e della libertà immaginativa, i pilastri divennero sempre più simili ad alberi e la loro stessa inclinazione abbandonò la verticale per raggiungere suggestive inclinazioni. 

La Sagrada Familia






Sagrada Familia. Barcellona. Spagna 




La realizzazione della Sagrada Familia avrebbe dovuto fondersi su questi stessi princìpi, sostenuti dalla teoria secondo cui la linea diritta sarebbe propria dell'uomo, quella curva della natura e soprattutto di Dio. 
La libertà con cui Gaudì operava e mutava i suoi stessi progetti, evitando l'utilizzo di elementi consimili (le colonne di uno stesso edificio hanno sezioni e curvature sempre diverse) non gli permise di utilizzare una griglia progettuale costante: abbiamo un'idea di ciò che la cattedrale avrebbe dovuto essere più da modelli scultorei che da disegni di piante e alzati. Delle tredici guglie ne sono state realizzate solo quattro, sovrastanti un portale che si estende a tutta la parte bassa della facciata e allacciate in alto da una fascia che spinge l'occhio verso l'alto, come tutta una superficie nata dal senso mistico dell'ascensione dalla terra al cielo.
L'insieme delle figure rappresentate, che venne considerata una fonte di ispirazione per il movimento surrealista, non meno dell'espressivo andirivieni della luce su questa superficie priva di angoli netti, testimoniano la volontà di rappresentare un'intera cosmogonia, che dalla complessità infinita del mondo fisico conduce verso la semplicità ineffabile del mondo metafisico e verso il mistro di una bontà divina da cui tutto promana e che, nel ritorno dal molteplice all'uno, tutto perdona e comprende.  

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lunedì 27 febbraio 2017

Francisco de Goya Y Lucientes, Fucilazione del 3 maggio 1808

Francisco de Goya Y Lucientes, Fucilazione del 3 maggio 1808


Fucilazione del 3 maggio 1808



Goya e la storia contemporanea

La pittura incentrata sulla sotria contemporanea, Goya ne dà una sua interpretazione in un dipinto come questo, la Fucilazione del 3 maggio 1808, si vedono alcuni rivoltosi contro l'occupazione francese mentre un plotone di esecuzione li sta fucilando.
Il pittore, contrappone, sullo sfondo del paese di cui una luce ancora notturna permette di vedere le prime case, i due gruppi: quello anonimo dei soldati, visti di spalle, e quello dei ribelli, indagati nell'atteggiamento e nell'espressione dei visi. 
Una vasta gamma di sentimenti viene registrata, dalla paura alla disperazione, fino all'accettazione del martirio, dall'uomo che vividamente illuminato all'enorme lampada posata a terra, spalanca le braccia in un gesto di crocifissione.
La sua camicia bianca, diventa simbolo della puurezza del martire.

Un pessimiso totale


Asmodea 1820 1821


La lattaia di Bordeaux 1827



Qui sembra che nessuna superiore ragione etica giustifichila morte e l'orrore che si manifesta anche nell'immagine dei ribelli stesi a terra, già giustiziati.
Il destino che per un momento accomuna vittime e carnefici è terribile e assurdo.
Le “pitture nere”, così chiamate per le predominanti tonalità cupe, sono quattordici visioni allucinate. Nella scena con Saturno che divora il figlio, il pittore si concentra sui pochi elementi facendo emergere dal fondo scuro la figura mostruosa, trattata con toni grigiastri sui quali risulta il rosso – sangue del corpo dilaniato del figlio.
E' un'opera che si direbbe anticipare l'Espressionismo.
Nel 1824 Goya, abbandonata la Spagna, trascorse gli ultimi suoi anni in Francia, risentendo di quella cultura. La lattaia di Bordeaux dipinta dall'artista più che ottantenne è quasi un anticipo della pittura impressionista.

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domenica 26 febbraio 2017

Francisco de Goya Y Lucientes

Francisco de Goya Y Lucientes


Maya vestida, 1799


Maya desnuda, 1799


L'aquilone, 1777



Nella Spagna del XVIII secolo l'illuminismo esercitò la sua influenza, determinando il riformismo di un sovrano come Carlo III (1759-1788), appoggiato da intellettuali progressisti come il poeta e giurista J.A. Mèlendez Valdés e il filosofo G.M. De Savellanos, amici di Goya. Di questo clima risentì anche il grande pittore spagnolo, che sempre volle combattere contro l'oscurantismo e la superstizione, anche se col tempo accentuò il suo pessimismo e la sua sfiducia nella possibilità di cambiare le cose.
174617Francisco de Goya Y Lucientes, nato nel 1746 a Fundetodos, un povero borgo dell'Aragona, esordì nel solco della tradizione, Cartoni per arazzi, che egli fornì dal 1744 alla manifattura reale. 
Tali opere rappresentano scene di genere, usanze popolari e giochi campestri, si inseriscono nell'ambito di una pittura decorativa di gusto rococò, anche se progressivamente si caratterizzano per il maggiore cromatismo e per l'accentuazione dello spirito indagatore.
Tra il 1792 e il 1793, in coincidenza con una misteriosa malattia, che avrebbe portato l'artista a totale sordità e che ne accentuò l'isolamento, oltre che la componente meditativa. 
Non mancarono opere di più serena contemplazione, come le due versioni della Maya che Goya dipinse allo scadere del Settecento. La modella, non identificata, appare ritratta nella medesima posa provocante: desnuda e vestida.

L'influenza dell'illuminismo


La famiglia di Carlo IV. 1800 - 1801


3 maggio 1808. 1814


Divenne sempre più stretto il legame tra l'artista e il nuovo clima culturale suggestionato dall'Illuminismo come si vede nell'opera che inaugurò il nuovo secolo, La Famiglia di Carlo IV, in cui alla luce, che è l'elemento unificante del dipinto viene assegnato il duplice compito di sottolineare il lusso degli abiti e il brillio dei gioielli e delle decorazioni, e di far risaltare la bruttezza, la follia e la presunzione degli illustri effigiati.
Deriva dalle Mèninas di Velàzquez, Goya si colloca dietro au suoi modelli, in un punto da dove non sarebbe possibile riprenderli. Il pittore con la sua analisi, di inedita spietatezza, prenda le distanze dalla casa regnante, e sembra che egli aderisca  al nuovo regime quando tra il 1808 e il 1814, la Spagna cade sotto  il dominio napoleonico. L'atteggiamento del maestro spagnolo di fronte alla politica non mancò di ambiguità. Nel 1814, mentre il sovrano legittimo, Ferdinando VII, si apprestava a rientrare in patria, Goya, forse per ingraziarselo, dipinse due episodi della resistenza madrilena contro i francesi: il 2 maggio 1808, e il 3 maggio 1808.

La fine delle speranze riformiste


Saturno 1819 - 1823


Ferdinando VII abolì la Costituzione, ristabilì l'Inquisizione, richiamò i Gesuiti. Goya perse ogni illusione nelle possibilità della regione e dipinse tra il 1819 e il 1923 le pareti di una sua casa di campagna, la cosiddetta Quinta del Sordo, nei pressi di Madrid.

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lunedì 25 luglio 2016

L'affermazione del Gotico Internazionale. Boemia e Spagna

BOEMIA


Madonna di Jindrichuv Hradec.


Negli anni del regno burrascoso di Venceslao (1373-1419), (l'uccisione di San Giovanni Nepomucemo, vicario dell'arcivescovo di Praga), in Boemia trova ampia affermazione, nella scultura, pittura e miniatura, il Weicher Stil (stile molle), una versione ulteriormente addolcita del Gotico Internazionale, caratterizzata da eleganza estenuata e sensibilità languida, che viene a sviluppare le premesse poste a metà Trecento da Maestro Teodorico da Praga (attivo tra il 1357 e il 1368).
La Madonna di Jindrichuv Hradec: definita da una linea vibrante e guizzante, che raggiunge esiti di virtuosismo nel panneggio della Vergine, le figure sono morbidamente modellate mediante l'uso di ombre leggere e delicate.


Dormitio Virgins. Gherardo Starnina


SPAGNA


San Martino. Gonzalo Perez


Particolarmente interessate da rapporti con l'Italia furono alcune aree delle Penisla iberica, quali la Catalogna, e la zona di Venezia, ove operò tra gli altri Gonzalo Perez (Valencia, 1380-1451), autore del retablo dei Santi Martino, Orsola e Antonio, oggi al museo provinciale di Valencia, caratterizzato dall'uso di preziose velature e trasparenze.

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